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Certificato di morte di Agostino Bonari.

Il primo che riportiamo per intero è la comunicazione al Sindaco di Montecatini inviata dalla “Regia Agenzia Consolare” di S.M. il RE d’Italia, di Ogden, Utah (U.S.A.), in data 18.03.1908 con la notizia del decesso avvenuto in America di Agostino Bonari:

Il 10 ottobre u.s. morì a Big Bar California per cause accidentali il sig. Agostino Bonari, che da informazioni assunte risulta vostro concittadino. Ora dall’impresa sotto cui lavorava ci viene comunicato che il defunto è creditore di diverse centinaia di dollari (circa 300).
Quanto gli si deve non può essere consegnato che ai legittimi eredi del defunto suddetto, e quindi prego la S.V. il volersi compiacere di fare ricerca dei legittimi eredi, informarli di quanto sopra e fargli ancora noto di autorizzarmi con regolare atto notarile, legalizzato dall’Ambasciata d’Italia a Roma, onde procedere all’incasso di quanto al defunto gli si deve.
Gradisca egregio Sig. Sindaco i sensi della mia distinta considerazione

La pratica della successione viene definita dal regio Consolato Generale d’Italia in Denver, Colorado che in data 19.07.1909 spedisce questa missiva al Sindaco di Montecatini :

Signor Sindaco:
Rispondo alla Sua Nota del 3 c.m. n. 385, e relativi allegati, riguardante la successione di Agostino BONARI, indirizzata al R. Agente Consolare in Ogden, Utah mi affretto a comunicarLe che fino dal 24 maggio u.s. ho spedito al R. Ministero degli Esteri, perché la recapitasse agli aventi diritto, la somma di $ 388,60 meno la tassa erariale e alcune spese che dopo un rapido scambio di corrispondenza avevo potuto ricuperare dalla Ditta Corey Bros & Co. Dov’erano depositati.
Scrivo oggi al R. Ministero pregando di pagare il pagamento della successione.
Con tutta stima,
il R. Console Generale

Ancora una triste storia che per sfondo un infortunio sul lavoro, speranze e sogni spezzati miseramente lasciando nel dolore e in difficoltà economiche le famiglie rimaste in Patria.
Questa comunicazione giunta al Sindaco di Montecatini è datata 05.01.1915, il mittente è il Regio Ministero degli Affari Esteri – Commissariato dell’Emigrazione.

Signor Sindaco,
con riferimento alla mia nota n. 26730 del 14 ottobre u.s., ho il pregio di comunicare alle S.V. che il R. Console di Denver – Colorado mi ha riferito che il Giraldi morì nell’ospedale di Kwemmerer, Wyoming, il 4 maggio u.s. in seguito a ferite riportate in un infortunio sul lavoro a Cumberland, Wyoming, il 29 del mese precedente. Dall’inchiesta giudiziaria sembrerebbe si possa ritenere responsabile dell’infortunio la Compagnia presso la quale il defunto Giraldi lavorava.
L’avvocato, al quale il R. Console in Denver ha affidato la tutela degli interessi dei parenti del defunto, ha fatto richiesta di informazioni precise circa la presente situazione finanziaria del defunto, ciò che cosa essi possiedano e che cosa facciano per vivere.
Prego pertanto la S.V. di volermi inviare con cortese sollecitudine un atto di notorietà contenente le suddette notizie. Inoltre l’avvocato desidererebbe sapere non solo quali somme il defunto abbia spedito alla famiglia negli ultimi tempi di sua residenza all’estero, ma anche le rimesse di denaro da lui effettuate negli anni antecedenti, risalendo possibilmente a 4 o 5 anni dalla data dell’infortunio, con indicazione specificata dell’importo di ciascuna rimessa e della data rispettiva. Sarò grato alla S.V. se vorrà dare comunicazione di quanto sopra alla famiglia del Giraldi e provvedere a che essa invii a questo ufficio tutti i documenti di cui dispone per soddisfare la richiesta dell’avvocato.
Qualora le rimesse fossero state fatte a mezzo vaglia postali, potranno gli interessati richiedere l’Ufficiale Postale di rilasciare loro un certificato coll’indicazione dei singoli vaglia richiedendolo di rivolgersi al Ministero delle Poste e Telegrafi pei vaglia dei quali non esista piu’ traccia nell’ufficio.
Con distinta considerazione
Il Commissario Generale

In data 19 luglio 1915 ancora una missiva del Commissario Generale

Il R. Console in Denver, al quale non mancai di comunicare, a suo tempo, la lettera della S.V., in data 8 febbraio u.s. n. 16 , mi scrive ora quanto appresso:
"Mi pregio far noto che l’Avv. Mc. Crea di Salt Lake City, Utah, col consenso di questo R. Consolato, ha liquidato la causa Giraldi per la somma di dollari mille cinquecento. Perché questo R. Ufficio possa riscuotere tale somma ed approvare legalmente la transazione, è necessario che i genitori del defunto mi facciano avere la loro procura.
Di questa rimetto qui unito il modulo in inglese che va firmato o croce segnato dai detti genitori ed autenticato dal Sindaco di Montecatini."
Prego pertanto le S.V. di voler provvedere con cortese sollecitudine, a restituirmi con lettera raccomandata l’unito modulo debitamente completato che mi farò premura di trasmette al R. Consolato di Denver.
Il Commissario Generale

Come si può notare, la lontananza e la lentezza dei mezzi di comunicazione, dilatano nel tempo gli scambi epistolari, quindi le pratiche durano anche anni. Nel caso specifico infatti, anche se dall’ultima missiva sembra che la vicenda sia prossima alla conclusione, alla fine di novembre 1915 non avendo avuto ulteriori notizie, il padre del Giraldi si rivolge al Ministero degli Esteri:

Il sottoscritto Giraldi Pietro fu Leopoldo, bracciante del Comune di Montecatini Valdinievole, provincia di Lucca, si rivolge alla S.V. ed umilmente espone:
Che fino dal 25 luglio 1915, con raccomandata n. 803 rimisi al Regio Commissariato per l’Emigrazione la dichiarazione per l’esazione dell’indennità dovute al di lui figlio Egisto, morto nell’ospedale di Kwemmerer, Wyoming il 4 maggio 1914 a seguito di ferite riportate in un infortunio sul lavoro a Cumberland Wyoming il 29 del mese di aprile; che finora sono riuscite nulle le raccomandazioni e sollecitazioni fatte per il pagamento di quanto ad esso spetta.
Che a seguito di informazioni avute da persone residenti in America ed amiche del defunto a lui figlio, risulta anche che l’indennità spettategli per l’infortunio e successione del medesimo, non poteva né doveva essere liquidata in somma inferiore a 20.000 e non a soli dollari 1.500, come dicesi abbia fatto l’avvocato Mc. Crea di Salt Lake City, Uthat, nominato dal R. Console di Denver, che al seguito di morte di altro figlio avvenuta sul campo d’onore il 2 ottobre 1915, per grave ferita all’addome, egli non solo trovasi nella piu’ squallida miseria anche trovasi nella piu’ afflitta situazione d’abbandono.
Il sottoscritto confida che la S.V. con sollecita benevola premura, interporrà i suoi autorevoli uffici presso il R. Consolato Generale degli Stati Uniti, per il sollecito ottenimento delle giuste indennità ed eredità lasciate dal defunto suo figlio.