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Brizzi Ottavio
Ottavio Brizzi, Declaration of Intention.
Ottavio è figlio di Carlo e di Teresa Moncini, era nato il 16 agosto 1886 e morì il 01 giugno 1941 all’età di 54 anni, il suo luogo di nascita era Montecatini Alto, in provincia di Lucca (in quegli anni !) ed era l’ottavo figlio nato nella sua famiglia, aveva 7 fratelli e 2 sorelle. In ordine di nascita era come segue: Annibale, Pilade, Armando, Gemma, Amaddio, Maria, Settimo, Ottavio, Guido e Italo. Arrivò negli Stati Uniti d’America attraverso Ellis Island, New York il 25 novembre 1924, partì da Genova con la nave “ Dulio” (King Albert), era single ed aveva 38 anni.
Da lì si trasferì nella Pennsylvania dell’Ovest e precisamente a Dunlevy, nella contea di Washington, e si trasferì con suo fratello Armando e sua cognata Giuseppina e la loro famiglia. Ottavio lavorò in molte miniere di carbone di quella zona, quando erano lontani dalla sua residenza a Dunlevy, egli andava a pensione in diverse case italiane, fece molti amici in questo modo.
Gli emigranti italiani aprivano le loro case per questo scopo, tutti cercavano di aiutarsi l’uno con l’altro! Ottavio era amato da molte persone, incluso le sue nipoti ed i suoi nipoti, figli di Armando e Giuseppina. Nel 1939/40 Ottavio cominciò a lavorare nella locale fabbrica d’acciaio, dove lavoravano i suoi nipoti.
Dunlevy era una piccola cittadina situata sul fiume Monongahela, era abitata quasi per l’intero da emigranti italiani, circa 500 persone, e la maggioranza proveniva dalla Toscana. Tutti erano così vicini l’un l’altro, erano molto fidati e si aiutavano quando c’era bisogno. C’era il Loggiato Giuseppe Garibaldi e quello era il centro di tutto il loro divertimento, per anziani e giovani allo stesso modo. Gli uomini si potevano radunare la nel pomeriggio, giocare a carte, socializzare e conversare tutto in italiano!
C’erano danze ogni sabato notte e c’era l’orchestra che suonava. Le donne vendevano pizza, spaghetti, ravioli, era molto conosciuto nella zona per le squisitezze che vi si potevano trovare. Dunlevy era conosciuta per le partite di calcio. Quello era un momento eccitante per ognuno e tutti gli uomini una volta o l’altra giocavano a calcio. La nostra famiglia senza dubbio prese parte in questo e anche oggi, ci sono discendenti che giocano a calcio, essi hanno anche borse di studio al College per la competenza nel calcio.
Il nome “Dunlevy” era sinonimo di calcio! Era una città divertente, piena di vita! I residenti frequentavano la Chiesa Cattolica della vicina cittadina di Charleroi, ma c’era una Chiesa Protestante a Dunlevy, e tutti i residenti, protestanti e cattolici, allo stesso modo, aiutavano a conservare questa piccola chiesa in vita!
Quando suo fratello Armando morì il 13 aprile 1939 e la cognata Giuseppina morì il 18 settembre 1940, Otavvio entrò in depressione, poiché si sentiva solo! Ogni membro della famiglia che era vicino alla sua età se n’era andato ed i figli sposati trasferiti in vari Stati, oppure erano andati in guerra! Ciò non aiutò la sua depressione.
Decise di ritornare in Italia ed iniziò a fare i preparativi, suo padre Carlo morì nel 1935 e fu una dura decisione per lui, poiché veramente là non aveva una casa! La II^ Guerra Mondiale era iniziata, aveva scritto ad alcuni dei suoi fratelli e cominciava a fare i preparativi, quando arrivò l’ultima lettera dall’Italia, prima della guerra e non ci fu piu’ comunicazione fino alla fine della guerra, così non poté partire per l’Italia!
Continuò a lavorare nella fabbrica dell’acciaio, ma, alla fine, si ammalò e morì il 01 giugno 1941, prima che guerra finisse! Questo fu un triste momento per i figli di Armando e Giuseppina, che erano nipoti di Ottavio.
Da parte di Ruth, nipote di Ottavio : mio zio Ottavio venne a vive con noi ngli Stati Uniti d’America il 25 novembre 1924, io avevo 3 anni in quel giorno! Noi tutti volevamo bene a nostro zio Ottavio e ci addolorammo per la sua morte come facemmo per nostra nonna e per la perdita dei nostri genitori. Non si sposò mai, perciò non ebbe figli, ma noi eravamo una grande parte della sua vita! Noi eravamo anche suoi figli!
Nancy Ruth Brizzi Gray, Belle Vernon, Pennsylvania, scritto il 02 aprile 2007





