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Galligani Gino Decimo
Gino Decimo Galligani e la moglie Lilia Lencioni.
Gino Decimo Galligani risulta nato a Montecatini Valdinievole il 16.10.1889, arrivò in Argentina nel 1907 con la nave “Giulio Cesare” partendo dal porto di Genova; trascriviamo la storia che la figlia Josefa e il nipote Edgardo Arturo Vachiega ci hanno inviato nel 2006 da Villa Consitucion (Argentina).
Gino è arrivato in Argentina all’età di circa 18 anni. Nel suo paese “Italia” aveva lavorato come facchino in un albergo della sua famiglia di nome “Francia e Quirinale”, il quale era stato costruito dal nonno materno. Al momento dell’arrivo, lo stato civile di Gino era celibe. Dopo una breve residenza nella città di Buenos Aires si è trasferito nella città di Arroyo Seco in provincia di Santa Fe, insieme ad altri concittadini in cerca di un lavoro e di un posto dove poter vivere.
Questa città si trova a 25 km dalla città di Rosario e a 280 km dalla capitale del nostro paese: Buenos Aires. Dato che Gino aveva un grande interesse nel lavorare la terra cerca una campagna in affitto, li comincia il suo lavoro come agricoltore. Anche se non aveva le ferramenta sufficienti ha lavorato la terra e ha seminato innanzitutto patate e cereali.
Essendo lì ha conosciuto la donna che dopo sarebbe stata la sua sposa: Lilia Lencioni con la quale si è sposato nella stessa città il 30 gennaio 1918. Lilia era argentina ma figlia d’italiani. L’anno dopo è nata la prima figlia e dopo sono arrivati al mondo tre figli maschi. Dopo alcuni anni di lavoro si sono trasferiti a General Gely, un paese in provincia di Santa Fe dove hanno affittato un’altra campagna. Gino ha lavorato sempre come agricoltore, lì ha iniziato la coltivazione della vite, faceva del vino per proprio consumo ma pure per i parenti e gli amici.
La famiglia continua a crescere, sono nati piu’ figli maschi e dopo una femmina. Nell’anno 1936 hanno cambiato posto, se ne sono andati al paese di J.B. Molina a 20 km del luogo precedente, in una campagna in affitto. Lì oltre al lavoro della terra ha aggiunto l’allevamento dei suini e la coltivazione dell’orto. Questo era per Gino un intrattenimento, un hobby. Gino e Lilia hanno avuto 12 figli: nove maschi e tre femmine. Attualmente sono vivi: Pedro, Benito, Angelita, Josefa.
Era un uomo che amava la famiglia, dava alloggio ai suoi fratelli e concittadini, ma pure dava da mangiare ai giornalieri che arrivavano da altre province, tutti gli anni, per la raccolta. Era un uomo che amava e rispettava Dio, umile, ordinato nei suoi affari e affabile con il prossimo. E’ sempre stato orgoglioso del suo paese, ha insegnato l’italiano a sua moglie e ai suoi figli.
Riceveva ogni tanto lettere della mamma e delle sorelle le quali risiedevano a Montecatini. Ha badato la sua famiglia allo “stile degli italiani”. Sul settembre 1952 una grave malattia l’ha costretto a lasciare il suo lavoro ma alcuni dei suoi figli già incominciavano a custodire e a badare la campagna, intanto altri figli si erano trasferiti alle grandi città.
Dopo alcuni mesi di sofferenza e dolore si è spento il 27 dicembre dello stesso anno all’età di 63 anni, insieme a sua moglie ed alcuni dei suoi figli, quelli che sono potuti rimanere con lui fino alla morte. Il suo corpo riposa in pace nel panteon familiare nel cimitero di J.B.Molina. Il suo legato è stato quello di lavorare con dignità e con molto sforzo per guadagnare il pane di ogni giorno e badare sua famiglia.





