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Gamboni Ovidio

La provincia Jujuy all'estremo nord.

Circa due anni fa, si presentò agli uffici dell’anagrafe la Signora Tomasa Maria Gamboni che in un italiano quasi perfetto chiese il certificato di nascita di suo nonno Gamboni Ovidio, incuriosito chiesi parecchie cose relative all’emigrazione del nonno ed anche riguardo al suo italiano che, era per lei nata in Argentina e mai stata in Italia, veramente buono.

Così mi disse che la lingua l’aveva imparata seguendo i corsi di italiano promossi dall’Istituto “Dante Alighieri” (che tiene questi corsi di lingua e cultura italiana, praticamente in tutti i paesi del mondo, interessati dalla nostra emigrazione). E del nonno mi raccontò:

Ovidio, partì con la famiglia prima della fine del 1800 alla volta dell’Argentina, dopo una prima sistemazione nei dintorni di Buenos Aires, insieme con altri italiani si trasferì a Jujuy estremo nord argentino.

Qui colonizzarono un’area agricola collinare, dove si sono poi tramandate le tradizioni culturali e la lingua della propria terra di origine e ancora oggi, ad un secolo di distanza, sono presenti nella popolazione di Jujuy i caratteri e le radici italiane di quelli che sono i discendenti dei primi colonizzatori.

Ovidio, aveva radici nievoline, infatti suo padre Sidrak possedeva un mulino lungo il fiume Nievole, ed anche in Argentina, ha mantenuto la tradizione familiare, occupandosi della gestione di un mulino.