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Gentili Celeste

1950 - Mario, Nello, Celestino a Tacoma

Da sinistra verso destra - si vedono il sostituto di Gino, Celestino, Mario, Nello, Alberto (da piccolo), Rosa, Leno (seduto). Lena non era ancora nata

GENTILI CELESTE e la moglie ROSA

luglio 1960 – I fratelli Nello, Gino, Leno

Montecatini Terme 1960 - i fratelli Gino e Nello si incontrano per la prima volta

Il mio antenato Celeste Gentili, il primo figlio di Angiolo Gentili e Ancilla-Maria Biagini Mini, nacque il 16 giugno 1877 a Montecatini Val Di Nievole (oggi Montecatini Terme), Provincia di Pistoia, in Toscana. Aveva un fratello e una sorella minori: Ida (nata circa 1880) e Attilio (nato nel 1885 e morto nel 1972). Celeste era nato nella casa paterna, un edificio di proprietà della famiglia da oltre 300 anni e a tutt'oggi, nel 2016, ancora in loro possesso. Celeste aveva 3-4 anni quando nacque sua sorella Ida, e 7 anni quando venne al mondo suo fratello Attilio. Angiolo faceva il contadino mentre sua moglie, casalinga, si occupava della famiglia. Angiolo aveva imparato a fare il contadino e a cucinare sin da giovane. Celeste sposò Filomena Maria Rosa Del Bianco il 10 settembre 1898 a Lucca quando lui aveva 21 anni e Rosa 22. Anche Rosa era toscana, essendo nata il 25 maggio 1876 a Santa Maria a Colle, in provincia di Lucca. Vissero insieme nella casa di proprietà della famiglia, condividendola con Ancilla e Angiolo; a Rosa piaceva molto ammirare la vista di Montecatini Alta dalle finestre della casa. Ebbero sette figli, quattro nati in Italia e tre negli Stati Uniti: Gino (Giovanni) nato il 9 giugno 1899; nel 1900 nacque una bambina, Gina morta però nella primissima infanzia; il 9 giugno 1902 nacque il loro secondo figlio Mario, in una località della Francia denominata La Seyne. Celestino si era trasferito in Francia per lavorare nei cantieri navali dal 1899 al 1901 perché in Italia era molto difficile trovare lavoro a quel tempo. Nel 1902 Celestino partì per l'America. Rosina, Gino e il piccolo Mario andarono a vivere con la famiglia di Celeste a Montecatini. Celestino attraversò in nave l'Oceano Atlantico per recarsi in America per lavorare nelle miniere d'oro dell'Alaska; passò per Seattle, una cittadina dello Stato di Washington, che tra il 1897 e il 1899, era il luogo di partenza e di allestimento delle spedizioni per le miniere d'oro della zona del Klondike. A Celeste non piaceva questo tipo di lavoro perché faceva troppo caldo nei tunnel delle miniere; decise invece di diventare il cuoco dei minatori e molto presto, lasciata l'Alaska, si recò a Tacoma nello Stato di Washington, continuando a lavorare come cuoco e risparmiando denaro per poter far venire la propria famiglia dall'Italia negli Stati Uniti. Il secondo lavoro che Celestino trovò consisteva nel posare i binari della ferrovia nel freddo Stato del Nord Dakota nel corso di un inverno gelido. Sia a lui che agli altri lavoratori assunti dalla compagnia ferroviaria, soprannominati "Gandy Dancers" (ossia quelli che posavano i binari della ferrovia prima dell'avvento dei macchinari) era stato promesso che sarebbero andati a lavorare in California, invece dovettero combattere i rigori dell'inverno in una carrozza ferroviaria adibita ad alloggio per i lavoratori, in temperature notturne che scendevano di molti gradi sotto lo zero. C'era solo una stufa a legna nella carrozza ferroviaria, faceva così freddo che l'acqua nelle pentole posate sulla stufa gelava nel corso della notte e diventava ghiaccio alla mattina. Celestino, pur essendo toscano, faceva parte di una squadra di lavoratori che includeva anche alcuni provenienti dal sud Italia; la squadra indisse uno sciopero e nonostante l'estrema avversione di Celestino per questo tipo di azioni, decisero di fermare un treno in transito, agitando biancheria intima rossa. Ad aumentare la sua ripugnanza fu la decisione di bruciare le traversine di legno della ferrovia per accendere un fuoco e riscaldarsi nella sala d'aspetto della stazione (Questa storia è stata tramandata ai discendenti dalla nuora Ruth Gentili). Nel dicembre del 1904 Celestino ritornò per la prima volta in Italia per visitare brevemente la famiglia; in seguito, nell'aprile del 1905, ritornò a Tacoma. Nel dicembre del 1905 nacque in Italia il suo terzo figlio, Nello. Rosina continuò a vivere con la famiglia di Celestino con i suoi tre figli, Gino Mario e Nello, per altri sette anni. Celestino continuò a lavorare a Tacoma come cuoco in una pensione per immigranti italiani. 1912: sette anni più tardi Celestino, avendo risparmiato abbastanza denaro per trasferire la sua famiglia negli Stati Uniti, invitò Rosina a venire. Questa viaggiò con due dei suoi tre figli (Mario di dieci anni e Nello di sette) e un ragazzo, Dino Romani, circa della stessa età dei suoi figli; Dino probabilmente era un vicino di casa di Ida (Bertini). Fecero la traversata sulla nave France, imbarcandosi dal porto di Le Havre in Francia, e arrivarono a New York (Ellis Island) il 17 agosto 1912. Il gruppo di quattro italiani approdò a Ellis Island, su suolo americano, il 1912. Da lì viaggiarono per oltre 5000 km attraverso gli Stati Uniti fino a Tacoma, per raggiungere Celestino. Quando sua madre e i fratelli si trasferirono negli Stati Uniti nel 1912, il figlio più grande, Gino, aveva 14 anni e decise di rimanere in Italia con i nonni paterni in quanto stava per diventare di leva e prepararsi a partire per il servizio militare obbligatorio. Celestino e Rosa si aspettavano che Gino a un certo punto li avrebbe raggiunti in America, ma Gino invece combatté nella Prima Guerra Mondiale, si sposò ed ebbe due figli, senza mai lasciare l'Italia. 1913 -1919 Altri tre figli nacquero da Celestino e Rosa: Leno nacque nel settembre 1913 a Tacoma; Alberto nacque nel settembre 1915; nel luglio 1919 nacque Lena, 20 anni dopo la nascita di Gino, il primo figlio di Rosina e Celeste. 1918: la famiglia era molto elettrizzata dall'idea che si sarebbero preso riuniti con Gino, che sembrava pronto a venire a Tacoma; furono fatte preparazioni per scattare una foto ricordo di tutta la famiglia. Lena a quell'epoca non era ancora nata. Tutti si aspettavano che Gino arrivasse in America ma lui non fu in grado di fare il viaggio; per la foto ricordo Celestino trovò qualcuno che assomigliava a Gino e che lo sostituisse nella foto (l'individuo in alto a sinistra). Leno si ricorda la gioia di quel periodo, perché "Gino stava per venire a Tacoma"; Leno, che all'epoca aveva quattro anni, per l'occasione indossò un vestito acquistato appositamente nei grandi magazzini Klopensteins. Celeste, Rosina, Mario e Nello vissero in una zona, denominata “C. Street", situata sopra il porto di Tacoma, nella baia di Commencement. Abitarono per anni in una pensione/albergo chiamato Tripoli Hotel, sulla 1525 South “C” Street (Broadway); faceva parte dell'attività commerciale di Celeste ospitare e dar da mangiare agli italiani in quanto a lungo vissero con altri immigranti italiani, parlando solo italiano. Attilio Gentili (fratello di Celeste) si trasferì negli Stati Uniti circa nel 1918 e visse negli Usa per alcuni anni. Anche Alberto Bertini, figlio di Ida, il quale forse non si sposò mai, venne negli Stati Uniti ma non è chiaro se o quando sia mai ritornato in Italia. Celestino cucinava per i lavoratori di Colonial Gardens, una fattoria dove si coltivava frutta e verdura e possedeva una pensione per gli immigranti italiani. Nel 1920 circa tredici uomini, incluso Attilio, che lavoravano presso una segheria locale, vivevano nella pensione. Celestino, con il passare del tempo, acquistò una casa per la famiglia vicino alla scuola media Lincoln High School, situata sulla 4006 South “G” Street a Tacoma. Rosa, per un periodo di tempo, visse in California con la figlia e la sua famiglia ma più tardi ritornò a Tacoma per trascorrere gli anni della vecchiaia con Celestino. Rosa morì nel 1949 e Celeste morì nel 1954 a Tacoma. I loro annunci funebri descrissero il viaggio dai lori paesi natali di Montecatini e Lucca fino all'America. Rosa non imparò mai a parlare inglese, Celeste invece imparò alcune parole d'inglese nei suoi 52 anni di vita negli Stati Uniti. Oggi sono seppelliti insieme nel cimitero del Calvario a Tacoma, nello Stato di Washington. Rosa, una donna gentile che amava molto i suoi figli, discendeva da una buona famiglia di Lucca; era la più giovane di cinque fratelli, incluso un fratello, Giovanni Pietro e tre sorelle: Marianna, Maria Annunziata e Maria Rosa; i suoi parenti vivono ancora oggi nella zona di Lucca. I discendenti del fratello di Celestino, Attilio, e della sorella Ida oggi vivono nella zona di Montecatini, come pure a Roma, Torino e a Livorno. Celestino e Rosina ebbero tredici nipoti e trentadue pronipoti; la memoria della loro vita dura ancora oggi sia in Italia che negli Stati Uniti!