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Lubrani Bruna
La famiglia Lubrani.
Mio padre Amedeo (Meucci) Lubrani nacque nel 1888 e mia madre Rita (Lombardi Bonari), nacque nel 1895 a Montecatini Alto, Provincia di Pistoia, Toscana; abitavano uno di fronte all’altra. Mio nonno materno, Agosto Bonari fece il suo primo viaggio in America nei primi anni del ‘900. Quando tornò in Italia, chiese a mio padre, Amedeo, se voleva andare in America con lui. Dopo il terremoto del 1906 di San Francisco c’era la necessità di lavoratori per ricostruire la città, così mio padre decise di andare con mio nonno negli USA.
A quel tempo mio padre era fidanzato con la sorella di mia madre Ezzelina. Durante quella permanenza in America mio nonno morì in una cava in California. Mio padre tornò in Italia e scoprì che Ezzelina aveva cominciato a frequentare un altro ed era già sposata. Mio padre cominciò allora a frequentare la sorella più piccola, Rita (mia madre) che all’epoca aveva 17 anni. Si sposarono nel 1910. I soldi erano pochi allora, ma nel 19.. ebbero finalmente abbastanza soldi per partire per l’America. Si stabilirono in Ukiah, California. In California erano contadini. A mia madre piaceva perché il clima era simile a quello dell’amata Toscana.
Dopo qualche tempo rimase incinta ma subì un aborto. Mio fratello Julius nacque due anni dopo, il 15 dicembre 1913. Pesava solo due pounds alla nascita, ma grazie a cure amorevoli, crebbe e divenne un bel giovanotto e visse 75 anni. Mio fratello Frederick nacque due anni dopo Julius. Era un bambino robusto e socievole, ha vissuto fino a 57 anni e i miei genitori pensarono che la loro famiglia era al completo. Mio padre aveva un fratello Ernesto, che viveva a Pittsburgh, Pennsylvania. Scrisse a mio padre dicendogli di andare ad Est perché le miniere erano in piena attività ed egli era sicuro che la avrebbero condotto vita migliore. I miei genitori accettarono il consiglio di Ernesto e emigrarono in Pennsylvania occidentale e si stabilirono a Monessen.
Mia madre non aveva mai provato un tale freddo, inverni ghiacciati e non aveva mai visto la neve. Inoltre mia madre doveva affittare delle stanze, cosa che non aveva mai fatto prima. Non aveva altra scelta se non quella di abituarsi alla nuova vita. Dopo poco tempo papà decise che il lavoro nelle miniere non faceva per lui. Poiché da giovane aveva lavorato come apprendista imbianchino in Italia, cominciò questa nuova attività che divenne il lavoro della sua vita. Nel 1922 mamma, Fred e Julius fecero il loro primo viaggio in Italia. Papà restò a Monessen perché aveva iniziato a costruire un edificio situato all’angolo di McMahon e la sesta strada, dove era Olsavick.
Quando fu finito ebbe vari appartamenti che affittò e proprio di fronte all’edificio aveva il suo magazzino. Il 1 dicembre 1923 nacqui nello stesso edificio al piano superiore. Ora la famiglia era al completo! Ci trasferimmo a Uniontown; avevo circa tre anni quando iniziarono i primi ricordi della mai vita. Ricordo che un giorno i miei fratelli andarono in cerca di funghi e portarono a casa per errore funghi velenosi. Ci intossicammo tutti. Mamma ebbe la peggio perché aveva assaggiato i funghi durante la frittura e quindi ne aveva mangiati più degli altri. Ci trasferimmo a Monessen nel 1930 dove i miei genitori costruirono una nuova casa nella Leeds Avenue. Una casa con 5 stanze costava a quell’epoca circa 4.000 dollari, che a mia madre sembravano quasi un milione. Iniziai la scuola quell’anno alla Manown School. Era una piccola scuola di legno ad un piano, senza elettricità e con stufe panciute alimentate a carbone dalla Sig.ra Yanick.
Era situata dove ora è la stazione dei pompieri sulla collina. La reputazione di mio padre come imbianchino e decoratore cresceva ed egli aveva lavoro da tutta la vallata ed anche da Mt. Lebanon. Gli anni passavano in fretta. Julius divenne un imbianchino e lavorava con mio padre e frequentò anche alcune classi di arte a Carnegie Mellon (a quell’epoca Carnegie Tech). Fred prese un’altra strada e divenne musicista; si diplomò al Conservatorio di Cincinnati. Durante la seconda guerra mondiale mentre entrambi i miei fratelli erano in servizio militare, papà comprò cinque lotti sul Grand Boulevard. Lui e mamma costruirono un piccolo cottage su quella proprietà e andavano ogni giorno dalla loro casa in Leeds Avenue a pulire la loro terra. Decisero di costruire la loro casa su uno di quei lotti dove vissero fino alla morte, papà nel 1967 e mamma nel 1978.
Amedeo, Rita e Julius a Ukiah, California.
Quando i miei fratelli tornarono dal servizio militare papà dette a ciascuno di noi un lotto. Julius costruì la sua casa nel lotto di angolo dove andò ad abitare con la sua famiglia. Si trasferì più tardi a Youngtown, Ohio, per essere più vicino a suo figlio Ray.
Fred mentre era al college incontrò e sposò Margarert Sloan del Tennesse. Diventò un professore di musica e visse in Tennessee fino alla sua morte precoce nel 1972 all’età di 57 anni. Lou ed io ci costruimmo una casa sul nostro lotto nel 1955 dove crescemmo i nostri tre bambini. Più tardi comprammo il lotto di Fred che rimase vacante finché nostra figlia Carlyn e nostro genere Gene costruirono la propria casa nel 1980. Nel 1972 mamma decise di tornare in Italia per l’ultima volta. Aveva 76 anni e mi chiese di andare con lei. Fui riluttante all’inizio perché avrei dovuto lasciare a casa Lou e nostro figlio Scott che all’epoca aveva 13 anni.
D’altra parte volevo vedere tutto quello che mi avevano raccontato dell’Italia. Scoprii che tutto era molto più bello dei miei sogni! L’Italia è un paese di turismo e Montecatini è un paradiso per i turisti con le sue Terme curative dove si beve l’acqua, si fanno i bagli di fango e tutto ciò che fa star bene. Ci sono grandi giardini, bellissime ampie strade con le “bancarelle”, che sono negozi all’aperto molto carini. Quelle strade sono chiuse al traffico per tutta l’estate, di modo che gli acquirenti non sono disturbati dal traffico. Ogni giovedì c’è “il mercato”. I venditori di tutta l’area circostante portano le loro merci incluso scarpe, vestiti, cibo, pesce ecc. Tutto è fresco e si vede molto mercanteggiare. Lou ed io da allora siamo stati in Italia 5 volte ed ogni volta è più bella di quella precedente. Alloggiamo a casa di mia cucina Raffaella.
Lei e suo marito hanno una grande casa di campagna decorata in stile francese. I pavimenti sono tutti in parquet, splendenti e coperti da tappeti orientali. I pavimenti della cucina e del bagno sono in ceramica. Hanno lavatrici, lavastoviglie, 4-5 televisori, videoregistratori e tutti i comfort. Amo stare là! Amo ed ammiro i miei genitori per tutte le cose che ci hanno insegnato. Erano dei grandi viaggiatori per i loro tempi. Andarono in California, Canada molte volte tornarono in Italia. Ci insegnarono a non dimenticare mai le nostre radici e ad essere orgogliosi delle nostre origini.
La mamma non imparò l’inglese, così che noi bambini imparammo a parlare fluentemente italiano. Ci insegnarono l’opera classica e le sinfonie, la poesia, l’arte e molti proverbi italiani.
In casa nostra c’era un proverbio per ogni conversazione. Ci hanno insegnato a non mentire mai, a non rubare, a non fare pettegolezzi, a non giudicare nessuno dal colore della pelle, dalla nazionalità o provenienza.
Sono estremamente orgogliosa delle mie origini italiane. Sono stato molto fortunata ad avere appreso tante belle cose dai miei genitori.
22 settembre 1999





