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Martini Aldo

Aldo Martini di fronte alla "Hosteria Amanda", 1960.

La figlia Amanda ci scrive da Villa Carlos Paz (Argentina) il 16.03.2000.

Mio padre Aldo Martini arrivò in Argentina all’età di 17 anni insieme a due amici, era il 1925 e si stabilì a Buenos Aires presso una famiglia, che poi sarebbero divenuti i miei nonni materni; così ha conosciuto mia madre che era arrivata dall’Italia qualche anno prima unitamente ai suoi genitori e fratelli. Mia madre era nata a Castabona vicino Triste, in seguito si fidanzarono e mio padre nel 1927 trovò lavoro come muratore a Buenos Aires e Santa Fe.

Il 20 dicembre 1928 sposò mia madre Antonia Savarin, poi lavorando in una azienda agricola si trovò a frequentare mercati e fiere dove portava i prodotti coltivati, di li a poco aprì un negozio di generi alimentari. Nel frattempo nacquero tre sorelle : Elsa Modesta nel 1930, un’altra che però morì alla nascita ed io Amanda Maria nel 1942, tutte nate in Buenos Aires.

Per motivi di salute (mio padre da giovane soffriva di asma) ci trasferimmo a Villa Carlos Paz, provincia di Cordoba, dove c’era un clima migliore, e il paesaggio gli ricordava la sua terra. Nel 1944 aprì “l’Hoteria Brisas Serranas”, Villa Carlos Paz era un posto turistico ma con pochi abitanti all’epoca, io avevo 2 anni e mia sorella 14. Lavorando come un buon italiano riuscì a costruirsi una casa ed aprire un’altra osteria, poi, a causa della precaria economia dell’Argentina gli affari cominciarono a non andare piu’ bene.

Dopo tanto lavoro, in vecchiaia gli rimase solo la casa dove abitava piu’ la pensione minima. Nell’osteria lavorava con mia madre, mia sorella ed io. Come sport gli piaceva la pesca alle trote nel lago San Roque, partecipava vincendo anche trofei e medaglie; insieme a due amici costruì una canoa e qualche volte l’accompagnavo a pescare. Si trovava bene con i vicini, socializzava ed era benvoluto da tutti, era un grande lavoratore e tanto onesto. Qualche volta faceva cattivi affari e diceva “bisogna lasciar vivere gli altri” , e la gente se ne approfittava. Comunicava sempre con la sua famiglia in Italia, padre, matrigna e fratelli.

Aldo Martini, foto del passaporto, 1925.

Mio nonno paterno Giuseppe sposò nonna Modesta Sarucci e dalla loro unione sono nati mio zio Nello, mio padre Aldo e zio Renato, mia nonna morì quando loro erano piccoli; mio nonno si risposò e sono nati zia Renata e Tosca, di tutti i fratelli è rimasta solo la zia Tosca che abita a Bologna. Il motivo per cui era andato in Argentina soltanto lui lo sa, a noi ci diceva per la situazione economica dopo la 1^ guerra mondiale. Aiutava la sua famiglia in Italia tutte le volte che poteva inviando dei soldi, era molto attaccato a loro, anche se non è mai potuto tornare; ricordava i momenti vissuti con loro e la morte di sua madre anche se era molto piccolo.

Mia sorella si sposò con Ruben Teodosio ed hanno avuto 4 figli, Guillermo Pablo, la seconda è morta, Jorge Alejandro e Susana Beatriz. Io mi sono sposata a 30 anni con Angel Angelini, abbiamo tre figli, Victor Esteban, Leandro Javier e Angel Gabriel. Questo posto dove abitiamo è una zona turistica con montagne, fiumi, laghi e tanti bei paesaggi, economicamente stiamo bene, però non possiamo venire in Italia, anche se non perdiamo la speranza e stiamo facendo la cittadinanza italiana.

Mio padre dopo tanto lavoro è morto il 06.02.1997 senza mai ritornar nella sua terra, le sue ultime parole sono state per l’Italia; per mia madre che era venuta con i suoi genitori è stato diverso. Mio padre nel ’96 ha avuto la grande felicità di parlare al telefono con suo fratello Renato, dopo più di 70 anni che non sentivano.

Mio padre parlava l’italiano, mia madre il dialetto sloveno ma anche l’italiano, i miei genitori pregavano in italiano e anche la cucina era tipica italiana, pizza, polenta ecc…

Quando ero piccola pio padre invece di narrarmi le favole mi raccontava le sue storie. Io e i miei figli siamo molto orgogliosi e felici delle nostre radici italiane.