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Michelotti Grazia
Io sono arrivata in Argentina l’08.10.1950 con la nave “Conte Grande”. Il ricordo del viaggio è ancora vivido; viaggiammo in terza classe, la mamma (37 anni), mio fratello Riccardo (3 anni) ed io che avevo 11 anni e nessuna voglia di lasciare le mie compagne di scuola e la mia cara maestra, la signora Mazzei con cui avevo fatto i cinque anni delle elementari. Durante il viaggio in quella nave che mi pareva immensa, ricordo che mio fratello, che era molto inquieto si perdeva e noi eravamo sempre a cercarlo nei corridoi, scale salotti.
La mamma che faceva la sarta, si portò la sua bella macchina Necchi ultimo modello e attualmente è ancora in servizio. Mio padre faceva il falegname (Aladino Michelotti nato a Margine Coperta) era venuto nel 49 per stabilirsi in provincia di Santa Fe. Quando noi arrivammo nel 50, mamma fratello ed io, già si era stabilito a Buenos Aires perché c’era meglio possibilità di lavoro per loro ed anche migliori scuole per mio fratello e per me.
Io andai immediatamente da una maestra privata che mi preparò per gli esami della scuola elementare che qua sono sette anni, e dopo mi presentai per l’esame d’ammissione per le scuole medie. Entrai ad una buona scuola commerciale con l’inconveniente che dovevo fare un viaggio di quaranta minuti all’andata ed altrettanto di ritorno, dovevo prendere il treno ed il bus. Ricordo di difficoltà per adattarmi, per parlare una nuova lingua e per studiare ad esempio geografia e storia argentina senza avere la base della scuola elementare come le altre mie compagne . Il primo anno soffrii le “canzonature” per la forma di parlare , ed anche per il modo di vestire.
Qua erano molto tradizionali, le donne non usavano pantaloni ed i colori degli abiti erano sempre gli stessi : blu, grigio, marrone. Ricordo che la mamma mi aveva fatto una bella giacca, uno scozzese dai colori vivaci e qua mi domandavano se mi ero messa addosso la coperta del letto ! Poco a poco riuscii a fare buone amicizie che tuttora conservo, cominciai ad uscire, mi piaceva molto andare al cinema ed al teatro ed arrivai finalmente a parlare senza l’accento italiano, proprio come una argentina. In questi primi anni uscivamo spesso in famiglia.
Ricordo che in una occasione andammo al cinema e non ci lasciavano entrare perché mio padre vestiva sportivo e non permettevano di entrare a nessuno spettacolo se non aveva giacca e cravatta !. Dopo fini gli studi comincia a lavorare per una agenzia italiana, ricordo che la prima intervista fu con un signore italiano, ing. Giuseppe Coppola che era il presidente della Associazione Italiana Unione e Benevolenza. Ed ogni tanto facevo dei lavori in italiano con molta soddisfazione. Nel frattempo studiavo l’inglese e quando finii gli studi cominciai a lavorare alla General Motors Arg. Dove lavorai per dieci anni.
Fu un periodo felice, andavo spesso a ballare all’Unione e Benevolenza dove suonava l’orchestra del maestro Ardolino, erano di moda le canzoni di Milva, Mina, Rita Pavone, Celentano, ecc. Nel 67 mi sposai con Horacio Alvarez, figlio di spagnoli. Abbiamo formato una bella famiglia composta da 3 figli e 2 nipoti. La prima figlia Mariana è biologa sposata con un figlio di italiani, Sergio Ghilardini ed hanno due bambini, Fabrizio di 4 anni e Fiorella di 7 anni, vanno a scuola alla Cristoforo Colombo. Il mio secondo figlio, Leonardo 29 anni, lavora con il padre che è ingegnere, sul tema di sicurezza. La terza è Maria Veronica 21 anni che studia disegno grafico all’università.
Mio padre, Aladino è morto nell’87 prima di poter compiere il sogno di tornare al suo paese e rivedere la sua famiglia Mia madre Severina Severi, ha ora 88 anni, sta molto bene di salute ma ha abbandonato l’idea del ritorno da quando è morto il suo unico fratello Severino Severi, che lavorava all’ufficio postale di Montecatini insieme a mia zia Maria Coralla, che ancora vive a Montecatini. Mio fratello Riccardo si è sposato in Argentina ed ha due figli. Lui è tornato in Italia in quattro occasioni.
Noi abbiamo in progetto di fare un viaggio nel maggio del 2001 e spero di farlo realtà.
"E il sogno finalmente si è fatto realtà" così esordì la signora Grazia quando mercoledì 30 maggio 2001 passò a trovarci...





