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Scatizzi Giuliano
Giuliano Scatizzi a Mar del Plata nel 1953.
Dalla lettera del 15/11/1998
Sono Giuliano Scatizzi, nato in via Calderaio 165, nell’anno 1929 ho quasi 70 anni, venni via verso la metà del 1950 per ragioni di lavoro, giuro che nel fondo dell’anima portai e continuo a portare un pezzetto di Montecatini, la terra più bella che esiste al mondo, gli dirò che quasi tutti i giorni faccio un giro per Montecatini con la “mente”, confesso che ancora sento un po di nostalgia, ho ancora qualche amico costì, che si andava a scuola insieme, Natalino Meschini via Arno n. 10 – Moreno Mori via delle Marche, Sergio Pagni, Dario Mori cugino mio ed altri che in questo momento non ricordo, grandi amici miei che siamo cresciuti insieme, Mauro Bonaccorsi, Aldo Gialdini.
Arrivai a questa terra con amarezza e entusiasmo, la vita fu dura perché qui si parla lo spagnolo ed io non capivo niente, ero venuto deciso ad aprirmi un cammino nuovo che fra l’altro fu duro, comunque ero venuto disposto al sacrificio, comincia facendo il tessitore, poi feci il fruttivendolo e con qualche risparmio mi comprai un camion vecchio e piccolo, continuai a lottare e nel 1956 conobbi una ragazza argentina figlia di spagnoli e ci siamo sposati.
Oggi è già 42 anni, nel 1958 è nata Grazziella frutto del nostro amore. Anche lei si sposò con un ragazzo di cognome Cardoso, hanno due bambine una di 11 e una di sette. Tutte le persone che fanno parte della mia famiglia hanno doppia nazionalità, e figurano nell’anagrafe del comune di Massa.
Anni addietro feci le pratiche per vedere se potevo avere anche qualche pensione come hanno avuto tanti italiani qui, specialmente meridionali. Ma le mie richieste non hanno avuto esito. Tre anni fa ho avuto un infarto violento ma mi sono salvato, non era l’ora. Non posso lavorare ed ho 205 dollari di pensione. Le giuro che la situazione economica è abbastanza triste. Ho fatto il camionista tutta la vita fino a che sono andato in pensione, confesso che ho lavorato tanto e quando racconto ai giovani che durante gli anni, a volte le 24 ore non bastano per rispettare gli impegni di pagamento.
Se potrò venire a Montecatini verrò a trovarla e le racconterò la storia più dettagliatamente. Caro Marcello, la vita dell’emigrante è dura, ma purtroppo è il destino di ognuno ed ognuno lo deve affrontare come gli si presenta. Scusi per la ortografia, feci appena la 5° elementare al Ferroni in fondo a via del Salsero. Per fortuna mi ricordo abbastanza come si parla e come si scrive.





