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Tempesti Guido
Guido Tempesti e la figlia Wilma a Buenos Aires.
I miei genitori vennero in Argentina dopo che si erano sposati a Montecatini nel 1923, mio padre Guido Tempesti dovette scappare a causa del fascismo, un amico che parlava con lui fu ucciso, credo che ora c’è una strada con il suo nome.
Era sarto e cominciò a lavorare in un appartamento dove viveva con mia madre Rita Tommei. Molti italiani venivano a casa e poi piano piano facevano il loro cammino. Un italiano, Livio Giachini, venne a casa e ci rimase fino alla sua morte che giunsei ai suoi 70 anni. Il babbo faceva cappotti e uniformi per i militari, mia madre fece venire la nonna, il mio zio Remo Tommei e la zia Noemi, tutti sono morti in Argentina.
La mia mamma Rita Tommei comprò un terreno dove grazie al Banco Hipotecario fece una casa dove siamo vissuti fino ad ora. Papa tornò in Italia nel 1963 e ci rimase 6 mesi, tanto contento di rivedere i suoi amici, i fratelli Hugo e Primo Tempesti. Io sono nata nel 1928, ho conosciuto Montecatini e i miei cugini nel 1960.
Sono sempre in comunicazione via telefono con Mario Bagnoli, e da parte di mio padre con Vanda, Franca e Alda, due in Francia e Alda a Pisa. Mia madre ha vissuto bene , con le sue comodità e il suo giardino, e animaletti. Comprò l’appartamento dove ora vivo con mio marito, e con la vendita della casa paterna (ora Hotel Ambrosiano) comprò un appartamento che si affittava e poi fu fato a mio figlio Guido quando si sposò.
Penso che hanno avuto fortuna al non rimanere negli anni della guerra.





